"Fosso Del Ronchetto" Seveso, Le Passioni

Ultimamente quando ci capita di scrivere e parlare del Fosso del Ronchetto ci soffermiamo soprattutto sul suo aspetto naturalistico, sulla sua attrazione emotiva e sulla poesia che mi comunica il passeggiare lungo i suoi sentieri, attraverso i prati e il bosco. Questa sensazione, che richiama il piacere di una fruizione non economica della natura, è comune a molti volontari, amici e amiche che lavorano, passeggiano e amano il Fosso del Ronchetto. Ci chiediamo il perché e possiamo risponderci solo aprendo altri interrogativi. Anni fa, ormai sei ne sono passati, visitammo l'area che si trovava in una situazione di degrado e abbandono accompagnati da Damiano Di Simine, appassionato ambientalista, che avendone evidenziato lo stato di abbandono, chiese un intervento per rimuovere i rifiuti e salvaguardare il prezioso stagno ai limiti del Campo Sportivo allora in costruzione, tra l'altro Damiano frequentava il bosco ed era già impegnato in prima persona nel liberarlo dall'indifferenza. Le prime visite sono state accompagnate da abbondanti piogge che rendevano difficile l'osservazione.
Era la prima volta che il Circolo Legambiente "Laura Conti Seveso" e la sezione Groane del WWF si trovavano insieme, per intervenire e lavorare alla valorizzazione di un angolo del territorio nel nostro paese. Con perseveranza, in diversi incontri avvenuti, presso il Comune, con l'allora Assessore all'Ecologia Massimo Donati e con Clemente Galbiati responsabile dell'Ufficio Ecologia e oggi sindaco di Seveso, definimmo un progetto di intervento che contemplava la bonifica e la successiva valorizzazione ambientale del Fosso del Ronchetto. Fu fondamentale l'apporto di Roberto Tonetti, forestale allora in procinto di terminare gli studi, di Silvia Bertoli, architetta precisa e attenta al territorio, di Maurizio Borghi, giovane attivista del WWF residente a Garbagnate, che da allora è sempre più innamorato nel nostro territorio. Difficile poi raccontare le innumerevoli relazioni umane e professionali che diedero un contributo sostanziale alla realizzazione del progetto (Fabrizio, Lele, Maurizio, Carlo, Sandra, Daniela, Mirco, Francesco, Marco…). Vorremmo ringraziare in particolare l'apporto di Raffaella Mariani dell'Ufficio Ecologia del Comune che è sempre stata attenta e coinvolta.
L'innovazione principale dell'intervento fu la proposta di un comodato accompagnato da un contributo economico annuale a Legambiente e WWF, che permise la responsabilizzazione dei volontari e la possibilità di sentire proprio il territorio per poterlo salvaguardare. E', infatti, impossibile avere a che fare con la terra e la vita vegetale e animale senza sentire un senso di "proprietà", di legame che deve esser protetto nel tempo.
L'agricoltura è testimonianza di questo vincolo, ma ora anche gli interventi di valorizzazione e salvaguardia devono portare con se questa dimensione d'appartenenza forte e contrattualmente definita.
Per molti ambientalisti locali, il progetto del Fosso del Ronchetto rappresentava l'occasione per tornare a occuparci del territorio dopo il disastro diossina. Significava ricucire una relazione, ridare parola al nostro essere ambientalisti all'interno della comunità così fortemente segnata da quell'avvenimento e dalle conseguenze ambientali e sociali a esso collegate.

Prendersi cura del Fosso del Ronchetto significava vivere più spesso a Seveso, passarci i sabati e le domeniche, fare merenda nel grande prato, aspettare l'imbrunire ascoltando i rumori e le voci. Insomma significava non fuggire più dal luogo dove si viveva e dove erano più forti le relazioni umane. Il bosco assume così un significato simbolico che travalica lo specifico del progetto, alimentando una nuova scommessa sociale e ambientale e un più ricco scambio tra le persone. In nome di questa scommessa abbiamo organizzato feste e passeggiate, da ultimo, in collaborazione con CAI e Marathon Club i Sentieri Verdi di Seveso, un anello pedonale che percorre le aree naturali del paese ai margini del Parco delle Groane.
Vi chiederete però cosa è stato fatto praticamente, quali sono stati gli interventi e come si sono realizzati. Il Bosco in prevalenza composto di robinia conservava una traccia ben evidente di biodiversità vegetale con la presenza di diverse specie: farnia, castagno, ciliegio, carpino bianco, olmo campestre, acero montano, rovere, betulla, sambuco, biancospino, sanguinella, nocciolo, berretta da prete, salicone, frangola e prugnolo. Sono state realizzate diverse attività per migliorare la diversità: pulizia del sottobosco per permettere i processi di rinnovazione arborea, realizzazione di tagli colturali riducendo la presenza di robinia, piantagioni di specie autoctone (carpino, frassino, acero montano, ciliegio, ciavardello, farnia, pino silvestre, acero campestre, ontano nero ecc.). Comprendendo le aree dei prati si è effettuato un rimboschimento di quasi 7.000 metri quadrati, sono stati impiantati 700 metri lineari di siepi che hanno richiesto particolare cura e ripulitura. Accanto allo stagno vecchio, rimodellato e ampliato, si è realizzato un secondo specchio d'acqua più prossimo al bosco. Lo stagno è stato arricchito con diverse specie vegetali. Nel 1994 sono stati inseriti, provenienti dallo stagno di Lentate, 154 girini e alcuni adulti di rana verde, specie precedentemente assente dal Fosso del Ronchetto. Oltre agli anfibi possiamo segnalare piccoli mammiferi: il ghiro, il moscardino, l'arvicola rossastra, la talpa, il toporagno, il riccio, il coniglio selvatico e la lepre. Tra gli uccelli: il picchio rosso maggiore, il colombaccio, la cinciallegra, il codibugnolo, la gazza, la tortora dal collare orientale, la civetta e l'allocco. Da Carlo Panara e Carlo Bizzozero, appassionati ornitologi, sono stati avvistati innumerevoli uccelli migratori che sostano qualche tempo nell'Oasi prima di continuare il loro viaggio.

L'area protetta è sempre stata nelle intenzioni e nei fatti un luogo di comunicazione e passaggio. Per questo motivo abbiamo realizzato un sentiero, modellando i rilievi e le curve del Fosso, costruendo scalini, panchine e cartelli. Nel maggio del 1993 è stata realizzata una piccola guida che illustrava in dodici punti un percorso didattico e naturalistico. Sono state effettuate innumerevoli visite guidate soprattutto per le scuole di Seveso e dei paesi limitrofi. Le attività nel Fosso del Ronchetto sono state impegnative e faticose, ma anche piacevoli e divertenti come le feste dell'albero e le feste di primavera.
Per completezza daremmo alcune cifre del bilancio economico. Sino ad oggi sono stati spesi Euro 21.315,90 (85% ottenuti con contributo pubblico e il rimanente attraverso donazioni e iniziative) suddivise in questo modo: 23% acquisto alberi, 28% ferramenta e attrezzature, 3% assicurazione, 8% arredo, il rimanente per la gestione e iniziative educative. Sono state realizzate circa 6.000 ore di lavoro dai volontari e dalle volontarie e sono state messe a dimora circa 3.000 piante.

Nel 1996 il Centro Socio Educativo, situato ai margini dell'Oasi, chiedeva di utilizzare parte del terreno protetto ad orto. Da questa richiesta nasceva un conflitto, che contrapponeva da una parte la nostra preoccupazione per la possibile erosione del territorio e dall'altra la necessità del CSE di promuovere un'attività interna di giardinaggio. Attraverso un impegno di volontariato, durato tre anni e condiviso con Milena Marchesi, abbiamo proposto una soluzione al conflitto. E' nata quindi un'opportunità di grande piacere e scambio umano, realizzando un percorso per disabili e un piccolo vivaio di piante forestali.
Nel 1998 Saul Beretta e Giancarlo Collura, due musicisti di N.A.T.U.R.&-onlus (associazione d'impresa nata in seno al Circolo Legambiente), hanno realizzato un progetto musicale che ha permesso di organizzare un'originale e piacevole festa di primavera. Sempre nel 1998 Legambiente e WWF hanno presentato all'Amministrazione comunale di Seveso una proposta d'ampliamento dell'area dell'Oasi e una nuova scrittura del comodato confermando la gestione sino al 2008. Il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità la proposta d'ampliamento il 3 luglio 1999. L'Oasi abbraccerà quindi il Centro sportivo aprendo una via di comunicazione dal centro urbano verso le ville storiche e il Parco delle Groane. Questo importante corridoio conserva una zona d'estremo interesse naturalistico e paesistico. Già da ora un sentiero ne permette l'attraversamento.

Ultimamente molti bambini e bambine lavorano e passeggiamo al Fosso del Ronchetto grazie all'impegno di Daniela Ferrario che fa, di questo luogo, un'opportunità di relazione e scambio per il progetto Casa Aperta di N.A.T.U.R.&. Ogni quindici giorni il bosco è invaso da molti piccoli gnomi.
Il 10 marzo del 1999 Legambiente e WWF hanno studiato un progetto di Manutenzione Forestale Extraurbana (L.R. 80/1989) che è stato presentato alla Provincia di Milano dal Comune di Seveso. Il 20 luglio la Provincia assegna un contributo di Lire 19.100.000 e immediatamente si sono avviati i lavori. In questo progetto è particolarmente impegnato l'Osservatorio Parchi di Legambiente Lombardia.

Siamo contenti che alla realizzazione dell'Oasi abbiamo contributo così tante persone rendendola ogni volta unica e importante. La sfida ora si allarga e gli interventi nella nuova area saranno impegnativi e richiederanno nuove risorse. Anche per questo il nuovo comodato prevede la possibilità di presentare progetti mirati individuando precisi interventi di miglioramento forestale e naturalistico a favore della fruibilità.
Il Fosso del Ronchetto non è una cosa eccezionale e straordinaria, è un intervento complesso ma vissuto normalmente, è un'occasione del quotidiano che si è inserita nelle parole e nei pensieri delle persone in modo semplice e responsabile. Crediamo che così sia stato possibile rendere reale un sogno, con costanza, perseveranza e cura, si è ribaltato il senso comune che vuole queste aree destinate al degrado permanente e alla dimenticanza.

Fosso del Ronchetto
Oasi Forestale Urbana

Comune di Seveso, via Marsala, via Scoglio di Quarto, via Sprelunga e via Boves.
Altitudine min. 215 - max 240 mslm
Fascia fitoclimatica: Castanetum freddo
Usi prevalenti del suolo: bosco, incolto produttivo, verde pubblico.
Vicoli esistenti: classificato come riserva naturale orientata e area per verde pubblico dal PRG vigente, incluso nelle aree proposte per l'ampliamento del Parco regionale delle Groane (variante PTC adottata dall'assemblea consortile, 1995)
Estensione: circa Ha 7,5
Estensione aree di proprietà comunale: circa Ha 7,1
Gestione aree di proprietà comunale: Legambiente e WWF in forza di contratto di comodato stipulato con l'Amministrazione Comunale di Seveso
Avvio interventi di riqualificazione ambientale: febbraio 1992
Stipula comodato associazioni-amministrazione comunale: ottobre 1994
Rinnovo comodato e ampliamento dell'Oasi: febbraio 1999 - 2008.

 

 

 

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