Per il resto del Mondo Seveso divenne famosa il 17 luglio 1976, quando, sette giorni dopo la fuoriuscita della nube tossica contenente tetraclorodibenzo-p-diossina - TCDD - e altre sostanze nocive, la notizia dell'incidente apparve su due quotidiani milanesi: il "Corriere della Sera" e "Il Giorno". L'ICMESA, la fabbrica da cui uscì la nube tossica, operava però a Meda già da quasi trent'anni. La sua presenza, infatti, risaliva al 1945 quando la "Industrie Chimiche Meridionali S.A." (con uffici e direzione a Milano) presentò al Corpo del Genio Civile di Milano domanda per l'autorizzazione a costruire un nuovo stabilimento per la produzione di farmaceutici in un terreno di sua proprietà. L'attività, terminati i lavori di costruzione della fabbrica, iniziò nel 1947 e l'ICMESA divenne una presenza sempre più determinante per la vita e il benessere dei territori di Seveso e Meda.
L'ICMESA era inserita in un tessuto produttivo locale caratterizzato dalla presenza di una serie di industrie chimiche sull'asse del fiume Seveso e dei suoi affluenti.
All'ICMESA le sostanze inquinanti si diffondevano dal processo produttivo al territorio, portando con sé l'incognita degli effetti che potevano procurare al sistema biologico dei viventi. La chimica, che aveva contribuito a cambiare le condizioni di vita durante lo sviluppo economico degli anni 50-60, ora causava degrado e precarietà alla qualità della vita delle comunità umane.
La storia legata ai problemi degli insediamenti chimici industriali, in questo territorio della Brianza, ha avuto dunque il suo evento simbolico più importante con l'incidente del 10 luglio 1976.
Con questo avvenimento si rende chiara la rottura di un equilibrio e di una complicità tra mondo dell'industria e le comunità locali. L'evento testimonia un limite tra produzione e inquinamento del territorio, un limite che è difficile superare senza arrecare un danno irreparabile. E' quindi necessaria un'innovazione sia imprenditoriale che sostenibile sul piano ambientale e sociale. La presenza delle industrie chimiche è stata particolare e ben distribuita sul territorio e lo sviluppo è avvenuto a partire dal primo polo chimico italiano dell'Acna di Cesano Maderno. La recente bonifica delle aree interne allo stabilimento ex-Acna, che ha interessato i comuni di Cesano Maderno, Ceriano Laghetto, Bovisio Masciago e Limbiate, sta a significare il grave problema delle fonti d'inquinamento industriale e la necessità di una nuova scommessa sociale della produzione. E' quindi indispensabile per il lavoro che si propone cercare di leggere gli elementi limite e le condizioni di ostacolo ai processi di sostenibilità. I conflitti generati nel ciclo produttivo, nel rapporto tra produzione e lavoro, tra ambiente e produzione sono peculiari e ricchi di documentazione.

LE ORIGINI
L'incidente del 10 luglio 1976 rappresentò per Seveso e per gli altri tre comuni (Meda, Cesano Maderno e Desio), maggiormente colpiti dalla fuoriuscita della nube tossica, un momento di rottura: la vita delle quattro comunità cambiò. Le realtà associative, le parrocchie e i Comitati nati a seguito dell'incidente si impegnarono con attività sociali e di informazione a mantenere coesa la comunità locale.
Da allora molte sono state le pubblicazioni, innumerevoli gli interventi, soprattutto a carattere scientifico, sul "caso Seveso": a distanza di oltre venticinque anni, si pone però ora la questione del giudizio storico sull'evento, passaggio che non può esulare dall'analisi dei documenti per offrire alle comunità locali la possibilità di "coltivare la Memoria dell'incidente".
La Legambiente Lombardia è fortemente interessata a riprendere questo filo della memoria perché lo ritiene utile alla nostra vita presente. Lo studio, la ricerca, la raccolta di documentazione, la narrazione di storie di vita possono dare corso a un processo che a livello locale può divenire un'occasione di investimento sul territorio da parte della popolazione. Attraverso il ricordo e l'elaborazione del conflitto nato dalla vicenda, infatti, donne e uomini si possono riappropriare di una parte della memoria individuale e collettiva. Il "cittadino attore" racconta la sua storia e questa diventa documento. La ricostruzione della storia di questo territorio può contribuire a dare il senso del cambiamento epocale accaduto in questa seconda parte del ventesimo secolo.
La Legambiente ha nelle sue origini associative parte di questa contraddizione tra sviluppo e qualità della vita, porta nel suo seno storie e significati che interrogano la contemporaneità alla ricerca di un senso possibile tra cultura e natura. Abbiamo vissuto attraverso la storia personale, politica e professione di Laura Conti la materializzazione di questa ricerca, sappiamo quanto è difficile e come richieda cura e attenzione. Proporre oggi, dopo anni, un approfondimento storico e sociale della vicenda diossina significa scoprire che il senso di gratitudine per ciò che esiste, il piacere, le relazioni, il gusto del bello, non devono essere ricercati altrove attraverso un processo di sradicamento, o peggio, di rimozione, ma invece si possono trovare qui in questo territorio, a partire da sé e dalla propria storia. Per questo motivo l'ideazione del progetto è realizzata dall'Associazione a livello locale, con il suo Circolo "Legambiente Laura Conti Seveso" che proprio di questa scommessa di radicamento e di rivalutazione del territorio e delle relazioni umane, "a partire da Seveso", ha fatto una delle ragioni fondamentali della sua esistenza e del suo vincolo associativo.

Per quanto riguarda le origini il progetto si propone:

1) La Realizzazione di un archivio sulla documentazione relativa all'incidente del 10 luglio 1976 con la ricostruzione dei seguenti complessi documentari:

  • Documentazione relativa ai Comitati spontanei;
  • Atti del Parlamento e del Consiglio Regionale;
  • Interventi e opere di Laura Conti;
  • Rassegna stampa relativa alla vicenda;
  • Raccolta "Fonti orali";
  • Raccolta documentazione tecnico-scientifica;
  • Recupero e riproduzione delle immagini che hanno riguardato la vicenda ("I documenti iconografici");
  • Raccolta documentazione relativa alla presenza dell'Icmesa dal '45 al '76.

2) La realizzazione di un inventario coordinato con i complessi documentari già esistenti (archivi comunali, archivio ufficio speciale per Seveso, etc.).

3) La realizzazione di uno studio storico e di un video sull'evento.

4) La realizzazione di un sito web relativo al progetto.

IL PRESENTE
Nella Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo realizzatasi a Rio de Janeiro nel 1992, i rappresentanti di 173 Paesi hanno adottato l'Agenda 21 quale riferimento globale per lo sviluppo sostenibile nel XXI Secolo.
L'Agenda 21 è un patto di sostenibilità e di mitigazione delle attività e della presenza degli umani sul pianeta. Individua una serie di obbiettivi economici, sociali, culturali e di salvaguardia ambientale, per il cui raggiungimento è indispensabile un attivo coinvolgimento delle comunità umane interessate (portatori d'interesse) e un rafforzamento del ruolo delle Istituzioni locali. L'Agenda dovrà essere un concreto strumento che metta in relazione bisogni e opportunità, sia in campo sociale che ambientale, aprendo la strada ad uno sviluppo sostenibile concepito all'interno dei limiti effettivi delle risorse naturali e del loro utilizzo. Un limite che è materiale e fisico ma anche sociale e relazionale.
Questo passaggio è inscindibilmente legato alla conoscenza della propria Storia, personale e comunitaria, facendo proprio l'assunto di E.H. Carr, che, in "Sei lezioni sulla Storia", vedeva la Storia come "un dialogo senza fine tra passato e presente".
L'esperienza di Seveso ha creato le condizioni perché la Comunità Europea affrontasse il problema degli insediamenti industriali e della loro pericolosità, processo che ha dato origine nel 1982 alla Direttiva Seveso (82/501/CEE 24.6.1982) sulla prevenzione degli incidenti negli impianti industriali, recepita in Italia solo nel 1988. Seveso rappresenta quindi un avvenimento simbolico di grande importanza nella legislazione ambientale.
Oggi l'incidente del 10 luglio è l'opportunità concreta, attraverso la consulenza della Fondazione Lombardia per l'Ambiente, di realizzare l'Agenda 21 sul territorio dei quattro Comuni maggiormente interessati dall'inquinamento dell'Icmesa (Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio). Il processo di mitigazione e sostenibilità ambientale promosso dal processo Agenda 21 nasce dall'esperienza e dalle cause promosse dall'incidente, ma va ben oltre, permettendo, nella contemporaneità, una scommessa chiara e inevitabile delle Amministrazioni locali.

Per quanto riguarda il presente il progetto si propone il seguente obiettivo:

1) La realizzazione di un percorso di significazione del territorio e dei luoghi inquinati e l'avvio di un percorso di educazione ambientale che interagisca con l'agenda 21 locale, attraverso la:

  • scrittura e realizzazione di pannelli informativi da collocare all'interno del "Bosco delle Querce" di Seveso e Meda e la creazione di percorsi guidati all'interno del parco.
  • realizzazione di un opuscolo divulgativo che descriva i principali eventi e che offra spunti di riflessione e di educazione ambientale.
  • creazione di laboratori didattici e proposta percorsi educativi per gli studenti e le studentesse delle scuole medie.
  • realizzazione di un convegno sulla "direttiva Seveso".
METODO DI LAVORO
La realizzazione del "Ponte della Memoria" sarà curata da un équipe di due ricercatori e/o ricercatrici coordinati da un responsabile di progetto. L'équipe potrà avvalersi di consulenze esterne.
Un "Gruppo di Lavoro degli Enti" coinvolti supporterà il lavoro dei ricercatori. Il Comitato sarà così composto: Sindaco di Seveso, Rappresentante della Fondazione Lombardia per l'Ambiente, Rappresentante del Comitato Scientifico di Legambiente, altri e altre esponenti del mondo storico e scientifico. Il progetto potrà costituire un "Comitato Scientifico" di riferimento che costituisca un'opportunità di scambio e di divulgazione dell'esperienza.

Verranno realizzare riunioni periodiche di approfondimento e di valutazione che coinvolgeranno gli operatori del sistema, i responsabili delle associazioni e i referenti sul territorio. I prodotti saranno presentati alla Fondazione Lombardia per l'Ambiente e al Comune di Seveso nei tempi stabili dal progetto; verrà decisa in un secondo tempo la modalità della loro diffusione. Saranno tenuti verbali dello sviluppo del progetto e saranno condivisi gli stati di avanzamento tramite apposite relazioni quadrimestrali. Tutti i materiali risultato del progetto saranno a completa disposizione pubblica anche attraverso il coinvolgimento delle Biblioteche ed in particolare della Biblioteca Comunale di Seveso. Sarà indispensabile e fonte di arricchimento il coinvolgimento diretto dell'Ufficio Ecologia del Comune di Seveso.

CALENDARIO DEL PROGETTO E PRODOTTI

Il tempo previsto per il compimento della ricerca è di due anni.

  Obiettivo uno
Anno
1
Realizzazione dell'Archivio
2002-2003
2
Pubblicazione di uno studio storico approfondito sull'evento
2003
3
Realizzazione video
2003
4
Diffusione e divulgazione attraverso la rete di comunicazione in Internet
2002-2003

  Obiettivo due
Anno
5
Scrittura e realizzazione di pannelli informativi "Bosco delle Querce"
2003
6
La creazione di percorsi guidati, "tracce visibili per non dimenticare" nel Bosco delle Querce
2003
7
Studio della documentazione scientifica
2003
8
Realizzazione di un opuscolo divulgativo per Seveso
2003
9
Progetto percorso educativo, accompagnamento visite guidate
2002-2003
10
Incontro: "Direttiva Seveso"
2003

GLI ATTORI

IDEATORI

PROPONENTI E REALIZZATORI

  • Legambiente Lombardia Onlus - Via Vida, 7 MILANO
    e-mail: lombardia@legambiente.org
    Telefono 02.45475777 Fax 02.45475776
    Base operativa: Casa Legambiente Seveso
    Via Fiume 6 - 20030 BARLASSINA (Milano)
    E-mail: seveso@legambiente.org
    Telefono e fax 0362.569139

Referenti per Legambiente Lombardia Onlus

  • Andrea Poggio Presidente - Rappresentante legale
    Via Vida, 7 - 20127 MILANO. Telefono 02.45475777 Fax 02.45475776
    lombardia@legambiente.org
  • Marzio Marzorati Referente Progetti
    Via Vida, 7 - 20127 Milano. Telefono 02.45475777 Fax 02.45475776
    marzio@legambiente.org
  • Massimiliano Fratter - responsabile storico-scientifico del Progetto
    Via Fiume, 6 20030 BARLASSINA (MI). Telefono e fax 0362569139
    seveso@legambiente.org
I COSTI
Il costo globale dell'intero progetto è di 67.139 Euro.
La somma comprende i seguenti costi: personale, consulenze, supporto e materiale informatico, cancelleria e materiale tecnico didattico, spese grafiche, progettazione Internet ed elaborazione pagine Web, pubblicazioni (documenti originali prodotti), materiale originale didattico e audiovisivo, spese per organizzazione convegni e la realizzazione del progetto di educazione ambientale.

BIBLIOGRAFIA

  • Sei lezioni sulla storia" Edward H. Carr, Einaudi 1966.
  • Visto da Seveso" Laura Conti, Feltrinelli 1977.
  • I colori uccidono" Autori Vari, Nuove Edizioni Operaie 1980.
  • Ambientalismo" Andrea Poggio, Editrice Bibliografica 1996.
  • La difesa dell'ambiente in Italia" Roberto della Seta, Franco Angeli 2000.
  • Il viaggiatore leggero" Alexader Langer, Sellerio 1996.
  • A partire da Seveso, quando la politica delle donne risignifica l'ambientalismo" a cura dell'Associazione N.A.T.U.R.& Onlus. Febbraio 1998.
  • Primavera Silenziosa" Rachel Carson, Feltrinelli 1963.
  • Monoculture della mente" Vandana Shiva, Bollati Boringhieri 1993.
  • ICMESA una rapina di lavoro e di territorio", AA.VV., Mazzotta, 1976.
  • Seveso. La guerra chimica in Italia", AA.VV., Bertani 1976.
  • Disastro Icmesa. Scienza, pubblica amministrazione e popolazione di fronte alla tragedia tecnologica", AA.VV., Franco Angeli 1979.
  • La fabbrica dei profumi. La verità su Seveso, l'Icmesa, la diossina", Daniele Biacchessi, Baldini & Castoldi 1995.
  • Seveso la tragedia della diossina" Mario Galimberti, Giacomo Citterio, Luigi Losa, GR Edizioni 1977.
  • Storia d'Italia dal dopoguerra ad oggi", Paul Ginsborg, Einaudi 1989.
  • Seveso vent'anni dopo. Dall'incidente al Bosco delle Querce" Miriam Remondetta, Alessandra Repossi, Fondazione Lombardia per l'Ambiente 1998.
  • La regione per la bonifica di Seveso" a cura del Servizio stampa e Documentazione della Giunta Regionale della Lombardia, senza data.
  • La Risposta tecnologica agli inquinamenti chimici", atti del convegno tenutosi a Milano dal 20 al 22 settembre 1984 a cura dell'Ufficio Speciale di Seveso.
  • Giovanni Contini, Alfredo Martini "Verba Manent L'uso delle fonti orali per la storia contemporanea", La Nuova Italia Scientifica, 1993.
 

 

 

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Icmesa (1976)
 
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Filo spinato, Seveso (1976)
 
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I bidoni, Seveso (1979)
 
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Bonifica, Seveso (1977)
 
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Il Municipio di Seveso
 
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Area Bosco delle Querce, Seveso
 

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