Situata in posizione dominante sul paese e immersa nel verde dell'Altopiano di Seveso, la villa Peruviana, a differenza di altre ville signorili, sorte anch'esse nei primi anni del 1900, è stata realizzata per accogliere e stupire gli ospiti in modo scenografico e particolare.
L'idea della sua costruzione venne da Luigi Bizzozzero, che convinse lo zio Generoso Galimberti ad acquistare un vasto appezzamento di terreno ai margini della collina, al confine con la proprietà Dho.
Questi due personaggi appartenevano a due delle famiglie più note a Seveso nel secolo scorso.
Generoso Galimberti, nato a Seveso nel 1846 da una famiglia piuttosto modesta, avendo una notevole predisposizione per il commercio e gli affari, a ventuno anni decise di tentare l'avventura in Perù, un paese dove, nel 1860, erano presenti più di 10.000 italiani. Da qui l'origine del nome "Villa Peruviana".
I continui e stretti contatti con il paese sudamericano portarono Generoso Galimberti alla fondazione, con altri soci, della Società per l'esportazione e per l'industria italo-americana, che aveva sede a Milano, e dove egli stesso rivestiva la carica di console del Perù.
Oltre a queste attività internazionali, a Seveso, ha dato vita, a proprie spese, negli anni 1885-1886, a una Scuola Professionale di Disegno, destinata alla formazione di artigiani e operai, ancor oggi attiva.
Luigi Bizzozzero, nato nel 1872, fin da giovane fu avviato alla carriera degli affari dallo zio Generoso.
Il suo primo successo fu, per conto del Consorzio Italiano fabbricanti per l'esportazione , la mostra collettiva dei prodotti cotonieri italiani all'EXPO di Parigi nel 1900.
In seguito, in occasione della grande Esposizione di Milano del 1906, diede vita a un padiglione dedicato all'America Latina.
Non si deve dimenticare poi che Luigi Bizzozzero è noto soprattutto per essere stato l'ideatore e primo presidente della Fiera Campionaria di Milano che partì nell'Aprile del 1920, episodio che dimostrò coraggio, dato che correvano gli anni tumultuosi del primo dopoguerra.
I frequenti spostamenti all'estero di Bizzozzero e la conseguente assenza da Seveso per lunghi periodi fecero si che la Villa Peruviana, da lui voluta, fosse destinata a brevi periodi di villeggiatura e soprattutto a funzioni di rappresentanza.
L'autore di questa elegante villa fu l'ing. Natale Bizzozzero, fratello minore di Luigi, un costruttore molto attivo nei primi decenni del secolo a Seveso.
I primi lavori di costruzione iniziarono intorno al 1904 su un'area di 64 mila mq, destinati a parco all'inglese, lasciando al progettista una grande libertà di sperimentare stili diversi, dall'eclettismo all'art decò e liberty milanese su una superficie calpestabile di 400 mq per ciascun piano.
Prima di arrivare alla villa, dall'ingresso si accede a diversi edifici utilizzati per attività di manutenzione e gestione del grande parco.
Una siepe di lauro separa questa zona dalle immediate adiacenze della villa, occupate da campi da tennis in disuso e da un villino in legno, realizzato in Canada nel primo dopoguerra, che rappresenta uno dei primi esempi di prefabbricati esposti in Italia.
Avvicinandosi alla villa si rimane subito colpiti dalla quantità di terrazzi, sia scoperti che coperti: ne è privo solo il lato settentrionale, più esposto alle intemperie.
Alcuni particolari da ricordare sono sicuramente le decorazioni ad altorilievo dell'elegante balconcino del primo piano con teste di gufo e, sulle finestre, le inquietanti arpie.
Anche le finestre poste sotto il terrazzo obbediscono allo stesso desiderio di stupire il visitatore, essendo sormontate da testine di feroci vampiri che compaiono in altre parti dell'edificio.
Oggi i locali della villa appaiono degradati, a causa dell'abbandono dovuto alla frammentazione dell'asse ereditario di Generoso Galimberti.
Nel corso degli anni sono stati asportati due artistici camini in pietra, è andata dispersa la biblioteca del proprietario, appassionato viaggiatore, e quasi tutta la documentazione delle sue numerose attività.
Tale abbandono si è protratto dalla fine della seconda guerra sino agli inizi degli anni '80, quando una società immobiliare , rilevata l'intera proprietà dagli eredi Bizzozzero e Galimberti, l'ha venduta a un privato.

Tratto da un articolo di Francesco Ronchi

 
 
 

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