Realizzata nei primi anni del 1800, la Petitosa o Maiocca, forse dal nome del primo proprietario, può essere considerata la prima vera e propria villa di Seveso.
La sua collocazione in un punto panoramico sull'altopiano non è dovuta unicamente a criteri estetici, ma al fatto di essere stata costruita in prossimità della fornace dello stesso proprietario, vicino alla via Comasina (Statale dei Giovi), all'epoca considerata la principale attività economica di Seveso.
La villa, sviluppata su due piani, dà quasi l'impressione di un fortilizio sul ciglio dell'altopiano, con merli di tipo ghibellino a coda di rondine, che richiamano il gusto neogotico tipico del primo '800.
La facciata principale della Petitosa, dove si aprono tre porte finestre rivolte verso il parco, è invece chiaramente neoclassica: il colore dominante è il tipico "giallo lombardo". Alzando lo sguardo si nota una torretta, priva di decorazioni, che termina con una semplice balaustra in ferro battuto.
Le prime notizie certe sulla villa risalgono al 1870, anno in cui venne acquistata dal generale Luca Dho (1812-1876).
Luca, assieme al fratello maggiore Gianbattista, aveva iniziato la carriera militare nell'arma della fanteria, infatti, sebbene per i Dho il mestiere delle armi fosse parte della tradizione familiare, non era di nascita nobile.
Fino alle Guerre d'Indipendenza l'ascesa professionale del generale non fu particolarmente rapida, solo nel 1846 ottenne la promozione a capitano e nel 1851 a maggiore.
Alla guida del terzo reggimento della brigata Piemonte, combatté in Lombardia durante la campagna del 1859 (Seconda Guerra d'Indipendenza), al fianco delle truppe francesi.
Finalmente nel 1864 ottenne i galloni di generale. In seguito partecipò alla campagna militare del 1866 (Terza Guerra d'indipendenza), della cui condotta rimase profondamente deluso e amareggiato. Alcuni mesi dopo si congedò dall'esercito, come chiaro gesto di protesta.
L'acquisto della Petitosa assunse per lui il significato di rottura definitiva con l'ambiente chiuso dell'esercito sabaudo, cui aveva dedicato tutta la vita senza conseguire nessuna ricompensa. La scelta di Seveso fu probabilmente casuale: durante la sua carriera Dho aveva avuto modo di stringere amicizia con numerosi patrioti lombardi, in particolare i Raimondi, che lo invitavano spesso nella villa di Birago, presso Camnago (frazione di Lentate sul Seveso), affacciata sulla valle del Seveso.
La Petitosa, a quel tempo, era completamente isolata, anche perché la strada d'accesso, con le piogge, si trasformava in torrente.
La progressiva diminuzione del giro d'affari della fornace, dovuta alla crescente difficoltà di reperire sul posto il combustibile, e la concorrenza di impianti meglio localizzati, consentì poi al generale di ottenere un buon prezzo.
Lo stesso Dho ricorda che nel 1872, due anni dopo l'acquisto, giunse a S. Pietro, frazione di Seveso, l'Arcivescovo di Milano, il piemontese Nazari di Calabiana, il quale, invitato alla villa, ne ammirò il giardino all'inglese e la splendida posizione.
L'amore per la proprietà di Seveso venne in seguito ereditato dal figlio Gian Battista, il quale acquistò dai Borromeo altro terreno, piantò un frutteto e ampliò la villa sistemando i rustici sul fianco ovest.
La meridiana dipinta su un muro del solaio ( che oggi risulta interno) dimostra che la villa originaria venne ampliata.
Gian Battista Dho ricoprì la carica di consigliere municipale negli anni intorno al 1910 e poco prima della morte, negli anni '30.
Attualmente la Villa Dho è di proprietà del Comune di Seveso, che ha dato in comodato gratuito sia il parco, adibito a percorso vita, che il complesso abitativo all'associazione Natur&.

Tratto da un articolo di Francesco Ronchi

 
 

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